Sì, avete letto bene: vino di ananas. Esatto, davvero vino fatto con l’ananas!

Questo articolo nasce da un commento sul nostro profilo Instagram, sotto la foto del Campofiorin di Masi. Era un semplice apprezzamento da parte di un utente a noi sconosciuto: @weinwelten. Come solitamente facciamo quando riceviamo commenti da account sconosciuti, entriamo nel profilo per verificare a chi stiamo rispondendo. In quel momento, con grande sorpresa, scopriamo l’esistenza del vino d’ananas che dà il via ad una serie di domande da parte nostra per soddisfare la nostra curiosità.

Scopriamo che WeinWelt Vinothek è un’enoteca svizzera nonchè importatore unico nell’Europa Centrale di Maui Wine, un’azienda che realizza a mano vino d’ananas sulla soleggiata spiaggia di Maui alle Hawaii. Incuriositi dalla nostra attività e noi dal loro vino, ci inviano due bottiglie per conoscere la nostra opinione.

Questo articolo non è sponsorizzato e quella che segue è la nostra sincera opinione. Siamo stati chiari fin dall’inizio, come facciamo con le altre aziende che ci inviano bottiglie, che noi scriviamo solo di ciò che ci piace e quindi non garantivamo la scrittura di un articolo/post social.


Definizione di “vino”

Spinti da tanta diffidenza e tantissima curiosità, abbiamo subito controllato la definizione di vino poichè ci sembrava strano che potessero usare la parola “vino” accostata a questi prodotti. Questo è quello che abbiamo trovato:

"Il nome di "vino" è riservato al prodotto della fermentazione alcoolica del mosto di uva fresca o leggermente appassita in presenza o in assenza di vinacce". Tutti gli altri prodotti che non possono essere così definiti, sono considerati vini non genuini, compresi quelli ottenuti con uve secche. Quelli ottenuti da altre frutta devono far seguire al nome di vino quello del frutto da cui derivano: vino di mele, di pere, ecc.”
R. decr. legge 15 ottobre 1925, n. 2033 (art. 13)

Ok, quindi si può chiamare vino a patto che sia seguito dal frutto da cui è prodotto, in questo caso “vino di ananas”. Questo tipo di prodotti è molto popolare in Thailandia e in altri paesi del sud-est asiatico, Il vino all’ananas è in genere bevuto al calice come un normale vino bianco, amabile al palato e dal corpo leggero.


Degustazione

Le bottiglie a nostra disposizione erano due:

Maui Blanc - bianco fermo, 100% ananas, 11.5% vol. leggermente abboccato (14g/l di residuo zuccherino)

Maui Splash - bianco fermo, ananas con una leggera aggiunta di passion fruit alla fine, 11.5% vol. amabile (35 g/l di residuo zuccherino)


Partiamo con il Maui Blanc

1° assaggio - Lo proviamo prima ad una temperatura di 6-8°, come se fosse un vino frizzante, data la decantata freschezza e il basso contenuto di alcool. Al naso è un'esplosione di ananas, un profumo di frutta esotica davvero affascinante. I pensieri viaggiano subito verso un'isola tropicale, con sole, mare e una spiaggia bianca. Fa venire davvero voglia di berlo. In bocca la prima sensazione è di bere del succo di ananas, esattamente quello che rimane dopo aver tagliato il frutto. Successivamente purtroppo arriva un retrogusto aspro e amaro, come se l’alcool non fosse perfettamente integrato, quindi le sensazioni positive vengono azzerate. 
Bocciato.

2° assaggio - Aspettiamo che la temperatura salga un po’ e arriviamo sui 10° o forse qualcosa in più. Il profumo è stranamente meno intenso, a differenza di quanto abbiamo sempre imparato con i vini, ovvero che “Più bassa sarà la temperatura del vino e minore sarà la percezione dei profumi e viceversa” (vedi articolo “Temperature di servizio dei vini”). In bocca invece è tutta un’altra cosa e dà effettivamente la sensazione del vino. Sentori di frutta esotica predominanti, note floreali, una bella freschezza e un gusto abbastanza morbido. 
Sufficiente. Paragonabile ad un normale vino bianco, forse abbastanza economico.

3° assaggio - La terza volta proviamo ad abbinarlo a dei crostini farciti con una salsa al curry, abbinamento consigliato da WeinWelt Vinothek. Siamo piacevolmente sorpresi da come si combinano i due sapori: ananas e curry che in bocca si inseguono, cercando di prevalere l’uno sull’altro. Il risultato è molto piacevole e l’abbinamento è sicuramente azzeccato. 
Buono.

4° assaggio - Volendo provare a migliorare l’abbinamento precedente, in cui prevaleva leggermente l’ananas sul curry, abbiamo deciso di provarlo con un salsa al curry piccante. E’ un successo: la leggera dolcezza del vino si sposa perfettamente con la delicata piccantezza della salsa al curry, creando un matrimonio di spezie e sapori esotici.
Perfect match.

Successivamente passiamo all’assaggio del secondo vino, leggermente più dolce, il Maui Splash. Qui le sensazioni cambiano notevolmente. E’ sicuramente più lontano dal concetto di vino e più vicino ad un cocktail alla frutta, idealmente da bere con il caldo, magari sulla spiaggia. Personalmente non ci ha fatto impazzire ma le donne l’hanno apprezzato più del precedente. 


Considerazioni finali

A prescindere dai gusti, possiamo dire che ne vale sicuramente la pena almeno per l’esperienza. Non capita tutti i giorni di poter provare un vino realizzato con le migliori ananas del mondo.

Per i gusti di noi italiani, è un prodotto che difficilmente potrà prendere piede nel nostro paese, poichè si adatta poco ai gusti e ai sapori della nostra cucina e ai quali siamo abituati. L’equivoco principale è proprio associarlo alla parola “vino” poichè ci si aspetta qualcosa di completamente diverso. 

In fin dei conti è un buon drink, non da bere regolarmente ma da abbinare a qualche occasione particolare, come una cena con cibo indiano, dove curry e peperoncino creano il connubio perfetto con questo vino. Ci dicono sia l’ideale per realizzare la sangria ma non abbiamo avuto modo di sperimentare. Se lo provate, scrivetecelo nei commenti.




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