La visita a questa azienda rappresenta per noi l’ingresso in un mondo nuovo, ancora inesplorato, ci cui abbiamo letto tanto sentito parlare: i "vini del mare"

Ci troviamo a Ravenna, ospiti di Gianluca Grilli nella sede di Tenuta del Paguro, azienda giovanissima nata nel 2009 da due giovani imprenditori che decidono di unire le loro competenze in un progetto comune: Gianluca appunto, da anni nel settore del web marketing e Raffaele Ravaglia, esperto viticoltore. L’obiettivo è valorizzare e promuovere il territorio, unendo la produzione vinicola delle colline romagnole al mare della riviera.

Oggi Tenuta del Paguro produce 5 vini con un metodo davvero inusuale. Le bottiglie vengono lasciate affinare nel relitto di una vecchia piattaforma petrolifera, inabissatasi oltre 50 anni fa al largo della costa di Ravenna. Lentamente gli abitanti dell'abisso si sono appropriati del relitto trasformandolo in un’oasi sottomarina, dichiarata nel 1995 Sito di Importanza Comunitaria, e proprio dalle sue variegate forme di vita prendono il nome i vini. Pagurus, Homarus, Squilla Mantis e Nephrops sono infatti nomi di crostacei che abitano il reef artificiale che si è venuto a creare nel corso degli anni.

I vini seguono il classico percorso enologico nella cantina di Brisighella e, dopo la fermentazione in acciaio e l'imbottigliamento con sughero protetto dal sigillo di ceralacca e gommalacca, vengono lasciati riposare in cesti di maglia metallica zincata, ancorati sui fondali, dove rimangono sommersi dai 6 ai 12 mesi ad una profondità di 30 metri.

In questo habitat le bottiglie vengono conservate naturalmente ad una temperatura costante tra i 10 e 13 gradi centigradi in uno stato di continuo dondolio dovuto alle maree. Inoltre, la totale assenza di raggi UV protegge il vino da alterazioni dovute alla luce e la grande differenza di pressione tra l'imbottigliamento (a 1 bar) e l'affinamento (a 4 bar) a quelle profondità, permette al vino un’evoluzione differente. Alle fine vengono fuori bottiglie uniche, tutte diverse le une dalle altre, che conservano volutamente le classiche formazioni e incrostazioni dovute alla lunga permanenza in mare che le rendono quasi pezzi da esposizione, che non si vuole aprire per evitare di rovinarle.


L’eleganza e la cura dei dettagli non si ferma alle bottiglie. Tutto è studiato nei minimi dettagli per dar vita ad un prodotto esclusivo e ricercato. All’interno di ogni confezione della Tenuta del Paguro si trova un vero e proprio documento di identità, dove viene certificato il nome del vino, il codice di identificazione, la data di immersione e la profondità subacquea nel quale è stato affinato, garantendo l’autenticità di ogni bottiglia. Anche il packaging riprende la storia di questi vini: i nodi del legno di pino marittimo, simbolo della storica pineta di Ravenna, si uniscono alle sfumature di ruggine dell'acciaio, che richiama la piattaforma petrolifera.