Siamo nella campagna di Ravaldino in Monte, nelle colline forlivesi della zona di Predappio (FC), per incontrare Stefano Berti che ci accompagna tra i suoi vigneti alla scoperta della sua realtà vinicola.

Cresciuto nell’azienda viticolo-frutticola di famiglia, che dal 1963 conferiva quasi la totalità dell’uva alla Cantina Sociale senza grandi ambizioni imprenditoriali, Stefano entra nella conduzione aziendale ad inizio anni 80 con un titolo di studio da perito agrario e dà il via ad una lenta trasformazione, aumentando la quantità di Sangiovese vinificato in proprio, che viene venduto sfuso in azienda. La crisi dell’agricoltura lo porta ad estirpare diversi frutteti per dare spazio ad altra vigna e, dalla fine degli anni 90, l’azienda punta decisamente verso la viticoltura ma non ancora verso una produzione di vino di qualità.

I redditi cominciano a scendere e la crisi comincia a farsi sentire sull’economia dell’azienda e Stefano richiede una consulenza a Michele Satta, famosissimo vignaiolo di Castagneto Carducci, che da Varese si era trasferito a Bolgheri, zona famosa in tutto il mondo per il Sassicaia, ed era diventato uno dei più bravi produttori della Toscana.
E’ il momento della svolta. Nel 2000 nasce l’attuale Azienda Agricola Stefano Berti e viene subito insignita del premio 3 Bicchieri dal Gambero Rosso con il Calisto, alla seconda uscita commerciale. A distanza di tanti anni, oggi Stefano Berti rappresenta una realtà conosciuta e ben radicata nel territorio e continua con il suo obiettivo di esprimere l’identità di una terra dalle alte potenzialità.