Castagneto Carducci, luogo poetico in cui visse il celebre Giosuè Carducci e oggi sede di grandissime cantine come Sassicaia e Ornellaia. In mezzo a queste famose realtà c’è una piccola azienda vinicola che cerca di emergere e un giovane vignaiolo molto ambizioso.

Su consiglio di @matteowine su Instagram abbiamo scoperto il profilo dell’Azienda Agricola Imperiale e prenotato una degustazione in cantina per il mese successivo. Nei giorni precedenti la visita, abbiamo avuto modo di conoscere virtualmente Matteo Frollani, titolare dell’azienda e attivissimo su Instagram. Possiamo considerarlo un “vignaiolo 2.0” poichè ogni giorno racconta a tutti i suoi followers la sua giornata lavorativa e le sue attività in vigna, spiegando agli appassionati che lo seguono le varie procedure e le motivazioni alla base delle sue scelte. 

Cresciuto nel mondo del vino in quanto figlio di Enio Frollani, uno dei primi a credere nelle potenzialità del territorio bolgherese e tra i soci fondatori della DOC Bolgheri, Matteo decide nel 2015 di recuperare i vigneti di famiglia, fino a quel momento in affitto, e di fondare la sua Azienda Agricola Imperiale.
Oggi l’azienda ha 6 ettari vitati e produce due etichette, Imperfetto e Scapestrato, e altri prodotti come olio, farina, pasta e miele. Curiosa la scelta del nome del vino di punta, Imperfetto, chiamato così poichè in partenza aveva solo il cabernet sauvignon, un’uva che vive tra il contrasto della sua vena erbacea e la possenza dei frutti, e tutti gli consigliavano di acquistare altre uve per “tagliare” un vino che altrimenti sarebbe stato imperfetto. Convinto delle sue idee, Matteo Frollani decise di creare il suo cabernet sauvignon in purezza e di chiamarlo proprio così, Imperfetto, rafforzando il concetto con una etichetta storta.

Uno dei prodotti di eccellenza di Imperiale è il “miele delle barriques di Bolgheri”. Nel 2015 uno sciame d’api si è insediato all’interno di una barrique, così Matteo ha iniziato a prendersene cura e ad interessarsi a questo mondo a lui sconosciuto appassionandosi ogni giorno di più. Il miele, stando dentro il rovere bagnato nel vino, assorbe tutti gli odori e ne ripropone il sapore dando vita a un prodotto unico nel suo genere.