Questo è il primo di una serie di articoli chiamata "Come diventare Sommelier". Noi siamo HappyWiners e, se siete arrivati a visitare il nostro sito, probabilmente lo siete anche voi. Oggi ci chiamerebbero "winelovers" , ovvero amanti del vino, ma con il termine HappyWiners vogliamo evidenziare quella parte del vino che per noi è più importante: il vino è condivisione, è allegria, è un momento di aggregazione e di conversazione. Al tempo stesso il vino per noi è anche una continua ricerca e una continua scoperta, a volte di una cantina o di un vino, altre volte di un vitigno a noi sconosciuto o di una tecnica che non conosciamo.

Più ci addentriamo in questo mondo e più siamo assetati, ma non ci basta più il vino: vogliamo conoscere i dettagli, le sfumature, le storie dei produttori. Il completamento naturale dell'esperienza di un HappyWiners non può che culminare con un corso da Sommelier.

Quando anni fa decisi di iscrivermi a uno di questi corsi, rimasi subito smarrito dalla varietà dell'offerta formativa che offrivano le varie associazioni: AIS, FISAR, FIS, ONAV, AIES, ASPI, ecc. Quale scegliere? Che differenza c'è tra un corso e l'altro? In quel momento avrei voluto trovare un articolo su qualche sito che mi aiutasse a capire i punti di forza di ognuno, i valori fondamentali, gli sbocchi lavorativi ed eventuali attività extra corsi. 

Quell'articolo non c'era o semplicemente non sono stato bravo a cercarlo. Abbiamo quindi deciso di pensarci noi oggi, contattando le principali associazioni italiane per potervi dare un quadro completo dei numerosi corsi formativi che avete a disposizione.

Iniziamo oggi con l'Associazione Italiana Sommelier e ringraziamo la Redazione centrale di AIS Italia per la gentilezza e la disponibilità nell'aiutarci a realizzare questa intervista.


L'intervista

“L’Associazione Italiana Sommelier è un organizzazione, come riportato nel proprio Statuto Sociale, senza fini di lucro e con lo scopo primario di qualificare la figura e la professione di Sommelier, nonché di valorizzare la cultura del vino, della gastronomia, dei prodotti alimentari tradizionali e tipici.
L’AIS svolge attività di carattere culturale, didattico ed editoriale per promuovere la conoscenza e il consumo responsabile dei vini, di altre bevande alcoliche e dei prodotti alimentari, curando direttamente in numerose sedi la preparazione professionale dei Sommelier e del personale docente, in conformità al regolamento della didattica predisposto dall’Associazione stessa. In ogni regione è presente una sede territoriale e diverse delegazioni provinciali, che coprono in maniera capillare tutto il territorio nazionale.”
“Il percorso didattico è strutturato in tre livelli, ognuno organizzato in quindici lezioni da due ore, ripartite in un periodo di circa tre mesi, per un impegno totale di circa nove mesi. Il corso è programmato per offrire al partecipante un bagaglio tecnico e culturale che gli permetta di acquisire il titolo di Sommelier e, se in possesso dei requisiti richiesti, ovvero se svolge una professione legata alla somministrazione del vino, di Sommelier Professionista.
L’Associazione Italiana Sommelier è all’avanguardia nella costruzione delle tematiche didattiche, aggiorna e migliora continuamente il percorso formativo, adeguandolo alle richieste e alle esigenze di un mercato culturale in continua espansione. Questo rende la professione del Sommelier un ruolo affascinante, ma soprattutto costituisce una straordinaria opportunità, in particolare per i giovani.
Il corso di qualificazione professionale per Sommelier è organizzato, come abbiamo già sottolineato, in tre livelli e per parteciparvi è indispensabile l’iscrizione all’Associazione. La frequenza alle lezioni è obbligatoria. Il corso si conclude con un esame finale articolato in due giornate per verificare la preparazione culturale e tecnico-pratica del candidato. I corsisti che superano l’esame finale ricevono l’Attestato di Sommelier, il tastevin con catena e il distintivo.
Da questo link è possibile scaricare il programma dettagliato del corso.”

“Le figure professionali che sfruttano le competenze maturate durante il corso sono molteplici. Prima di tutto abbiamo i ruoli classici legati alla ristorazione: il Sommelier strettamente inteso, colui cioè che suggerisce le bottiglie da abbinare ai piatti scelti dagli ospiti e serve il vino in tavola, il maître, lo chef, il cameriere, il barman e l’enotecario. Sono sempre più numerosi anche i Sommelier che trovano impiego nella grande distribuzione organizzata come responsabili del reparto dei vini e dei distillati. Il Sommelier è anche un abile comunicatore, quindi può svolgere consulenze per locali e ristoranti nella stesura della carta dei vini o lavorare in aziende vitivinicole nella comunicazione e nel marketing.
Non è raro che pure giornalisti di settore e i critici enogastronomici abbiano affrontato il percorso didattico dell’AIS. È naturale, per queste ultime professioni citate, che le competenze legate alla sommellerie debbano essere integrate da altri studi, ma sicuramente le conoscenze maturate attraverso i corsi dell’AIS rappresentano un valore aggiunto.
La possibilità di trovare una buona remunerazione è concreta e per alcuni Sommelier, come accade in tutti gli ambiti professionali, le competenze e le qualità sono riconosciute anche da un meritato ritorno economico. ”

“Al termine dei tre livelli del corso e dopo il superamento dell’esame l’attestato ottenuto è indubbiamente un elemento che qualifica e arricchisce il proprio curriculum vitae. Sicuramente rappresenta la tappa di un percorso che non si conclude con l’esame, ma che prosegue nel tempo e non si può arrestare, proprio perché il mondo del vino è un settore vivo in continua e rapida evoluzione.
Al termine del corso tanti Sommelier decidono di partecipare alla vita didattica dell’Associazione, arricchendo le proprie conoscenze per metterle anche a disposizione di altri Sommelier. Intraprendono così un percorso che li porta a diventare Degustatori AIS, esperti in tecnica dell’abbinamento cibo-vino, esperti in tecniche di servizio, direttori di corso, relatori e commissari d’esame, nonché Sommelier esperti in olio extravergine di oliva.
Il percorso si compone di diversi passaggi, in alcuni casi vincolati a propedeuticità, in altri casi assolutamente indipendenti l’uno dall’altro.
Il requisito essenziale per potere frequentare i diversi seminari è quello di essere Sommelier AIS. Al termine di alcuni è previsto un esame, in altri casi la semplice frequenza rappresenta un tassello del mosaico necessario per comporre il profilo di alcune figure didattiche.
I singoli seminari previsti dall’Associazione Italiana Sommelier sono i seguenti:

  • - comunicazione e programmazione didattica
  • - tecnica della degustazione (Degustatori AIS)
  • - tecnica dell’abbinamento cibo-vino
  • - commissario d’esame
  • - direttore di corso
  • - tecniche di servizio"

“Le varie sedi territoriali e le delegazioni provinciali pianificano eventi tematici e di approfondimento, a cui i soci accedono a titolo gratuito o pagando una quota agevolata rispetto agli altri interessati.
Coloro che desiderano fare pratica possono, inoltre, rendersi disponibili e vengono inseriti nel gruppo servizi della propria regione. Sono quindi convocati a eventi, come degustazioni guidate o banchi d’assaggio, in occasione dei quali prestano il proprio intervento per servire il vino ai partecipanti.
Per conoscere più da vicino l’AIS consigliamo di visitare il sito https://www.aisitalia.it.
Alla pagina https://www.aisitalia.it/sedi-regionali.aspx si trovano gli indirizzi e i recapiti telefonici delle sedi territoriali e delle delegazioni provinciali per iscriversi ai corsi o per conoscere le attività e gli eventi aperti anche al pubblico.”


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