Vi sarà capitato di aver voglia di bere un bicchiere di vino per accompagnare una bella cena o per fare due chiacchiere con il partner ma poi avete rinunciato perchè non sareste riusciti a finire la bottiglia.
Forse avrete pensato “Poi cosa facciamo con il resto della bottiglia? E’ un peccato buttarla.


Una volta rimosso il tappo, il vino entra a contatto con l’ossigeno che aiuterà il vino a rilasciare gradualmente i sapori e gli odori che lo renderanno ancora più gradevole. Questo processo, chiamato ossidazione, però va avanti e gli effetti diventano man mano più evidenti: il sapore fruttato comincia ad alterarsi, l’acidità svanisce e il vino gradualmente si trasforma nel colore, nelle sensazioni olfattive e gustative fino a diventare imbevibile.


Come potete fermare il processo di ossidazione? Non si può, ma non disperate. Ci sono alcuni accorgimenti che potete adottare per rallentarlo e per minimizzare la quantità di aria a contatto con il vino.

  1. TAPPO - Ovviamente è fondamentale richiudere la bottiglia. Potete utilizzare il suo stesso tappo o un altro di sughero/gomma/plastica comprato in un comune supermercato (per le bollicine invece ci vuole un apposito tappo). In questo modo interromperete la circolazione dell’aria.
  2. SOTTOVUOTO - Ora che avete chiuso la vostra bottiglia, una discreta quantità di aria sarà ancora a contatto con il nostro vino. Per eliminarla ci sono in commercio alcuni tappi di gomma “speciali” per il sottovuoto. Utilizzando l’apposita pompetta fornita in dotazione si riesce ad aspirare la quantità di aria rimasta all’interno della bottiglia. Non si tratta di strumenti professionali, quindi una piccola quantità di aria continuerà ad entrare, ma con una decina di euro riuscirete ad allungare di qualche giorno la durata del vostro vino.
  3. FRIGORIFERO - Le basse temperature rallentano notevolmente la velocità del processo ossidativo. Riponete quindi in frigo la vostra bottiglia aperta (e poi richiusa) di vino bianco. 
    Per quanto riguarda il vino rosso, dipende dalla temperatura della vostra casa e da quando avete intenzione di berlo nuovamente: per essere bevuto il giorno dopo, è sufficiente tenerlo in casa, lontano da luci e fonti di calore e probabilmente il giorno dopo sarà anche più buono. Se è estate o prevedete di consumarlo dopo 2-3 giorni invece, anche il vino rosso va conservato in frigo ma abbiate l’accortezza di togliere la bottiglia dal frigo per portarla alla giusta temperatura di servizio (vedi articolo Le temperature di servizio dei vini).
  4. TRAVASO - Qualora vi fosse rimasta meno di mezza bottiglia di vino, l’ideale sarebbe travasarlo in una bottiglia più piccola e poi seguire i passi precedenti. Più è piccolo il contenitore, meno sarà la quantità di ossigeno al suo interno.


Quanto dura una bottiglia di vino aperta?

Non tutte le bottiglie subiscono gli effetti dell’ossigeno con la stessa velocità. I vini più corposi o con una maggior acidità si ossidano più lentamente dei vini leggeri, delicati e a bassa acidità. Anche il grado alcolico incide sulla conservabilità del vino: più alta è la percentuale di alcol e il tasso zuccherino, più lungo sarà il tempo di conservabilità dopo l'apertura. 
In sintesi, con i precedenti accorgimenti,  qualsiasi vino dovrebbe durare, senza particolari alterazioni nel gusto o nei profumi, per altri due o tre giorni. I vini particolarmente strutturati possono durare anche una settimana. I vini dolci, passiti o liquorosi, anche tre o quattro settimane.


Dopo tre giorni il vino è da buttare? E’ dannoso per la salute?

Seguendo questi semplici consigli, dopo tre giorni il vino sarà sicuramente ancora buono ma molto probabilmente non avrà mantenuto inalterato il suo gusto e il suo profumo.
Se ancora di vostro gradimento può essere comunque bevuto o utilizzato in cucina, ma anche se il vino non ha più un sapore gradevole non sarà di certo dannoso o non commestibile.


Questi consigli si applicano anche alle bollicine?

Per le bollicine esistono invece in commercio speciali tappi ermetici, chiamati stopper, capaci di non far svanire l’effervescenza (perlage) del nostro vino. La conservazione in frigorifero in questo caso è perfetta, poichè la sua temperatura è molto vicina a quella di servizio dei vini di questa tipologia (vedi articolo Le temperature di servizio dei vini).


Il metodo del cucchiaino funziona davvero?

Le nonne hanno sempre ragione...ma questa volta no. Se volete approfondire, c’è un bel articolo sul sito Dissapore



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